Es 20,1-17    Sal 18   1Cor 1,22-25   Gv 2,13-25: Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere
 
San Tommaso Moro scrisse una strana preghiera che inizia con una domanda: “Che cosa chiedere a Dio? Donaci o Dio ciò che è buono, sia che te lo chiediamo sia che non te lo chiediamo. Allontana da noi il male, sia che te lo chiediamo sia che non te lo chiediamo”. Il tempo della quaresima è proprio questo: il tempo di chiedere a Dio  di donarci ciò che è buono e di allontanarci da ciò che è male. Ma è sopratutto il tempo della conversione. Come il popolo di Israele camminiamo nel deserto ma con una differenza: il nostro cammino è di quaranta giorni e alla fine di questi quaranta giorni incontreremo Dio che ci stupisce. “La Pasqua è uno stupore -dice  Edith Stain- era creduto morto...invece è vivo.
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Con le letture di questa terza domenica di quaresima Dio ci stupisce. Dopo un lungo peregrinare nel deserto, Dio dona al popolo d’Israele la legge. Questo dono non solo offre agli israeliti la libertà, non solo li protegge da ogni oppressione e schiavitù,  non solo indica loro come relazionarsi e vivere in armonia  con Dio e con gli altri, ma offre qualche cosa in più. Dio, donando questa legge, stabilisce un’alleanza con il popolo d’Israele; offre un amicizia d’amore al suo popolo con la promessa di vegliare su di esso. Vivere tale e in tale alleanza significa per gli Israeliti percepire la presenza del suo Dio. Ma questo amore folle di Dio per tutti senza distinzione contesta qualsiasi risposta esteriore fatta di sacrifici di animali e basato sull'interesse personale. Da qui possiamo capire il gesto di Gesù che l’evangelista Giovan ni ci racconta.
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Il gesto rivoluzionario di Gesù sembra una follia: “fece una sferza, cacciò tutti dal tempio, rovesciò per terra le monete dei cambiavalute”. Con questo gesto Gesù vuole mostrare che è venuto a offrire un nuovo segno della presenza di Dio. Quella iniziale premura e iniziativa  di salvezza mostrate a Israele attraverso la legge data sul Sinai, in quella tenda eretta ad ogni tappa del cammino nel deserto o in quel tempio di pietra, trovano espressione ultima in Cristo. E allora quel gesto diventa indicatore di una verità. Quale? Il cuore e la fonte di ogni salvezza è, usando le parole di Paolo: “Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani, ma per quelli che sono chiamati, potenza di Dio e sapienza di Dio”.
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Cristo Crocifisso!!! L’unico luogo dove si incontra il Dio vivente che ha voluto compromettersi con la nostra storia. Cristo Crocifisso!!! L’unico segno di amicizia tra Lui e noi. Cristo Crocifisso!!!  L’unica lieta notizia che ogni uomo dovrebbe sentire. Cristo Crocifisso!!! L’unico nuovo e definitivo dono d’amore per noi. 
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Cristo crocifisso è tutto questo: luogo, segno, notizia, dono. E ‘ lui che svela il vero amore. E’ in Lui che possiamo fare un’autentica e intima esperienza di Dio. E queste esperieze con Dio si devono concretizzare in gesti d’amore. E come possiamo compiere i gesti di carità?
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Alla domanda rivolta all’Abbè Pierre - Che cose'è la carità? Rispose: “E’ una di quelle parole davanti alle quale si deve restare in silenzio. La carità è amore. Un sorriso costa meno dell’elettricità e illumina molto di più”.
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(da MGM)