Quando offrirà sé stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza (I lettura Is 53,2-3.10-11)
Accostiamoci con piena fiducia al torno della grazia (II lettura: Eb 4,14-16)
Il Figlio dell’uomo è venuto per dare la propria vita in riscatto per molti (III lettura; Mc 10,35-45)


Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiediamo...
Che differenza!
La preghiera del Padre nostro porta il discepolo a fare la volontà di Dio.
La preghiera di Giacomo e Giovanni porta Dio a fare la loro volontà. Può succedere che si dimentichi che il Dio di Gesù non è il Dio che realizza i nostri desideri, ma le sue promesse.
E le sue sono promesse di vita per tutti, di vita autentica e in abbondanza.


Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse… Tra voi però non è così… Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire…
Che differenza!
Capovolgere i valori che reggono il vivere sociale. Dare più importanza a chi serve che a chi comanda: questo è il nostro compito. Il vero potere sta nella capacità di servire fino alle estreme conseguenze, fino al dono totale della propria vita per l’altro. Questo è prendere la croce di ogni giorno, consumarsi per amore. Vuoi fare la prova del nove se nella chiesa e nel mondo sei dalla parte di chi comanda o di chi serve, dalla parte di Gesù o di Giacomo e Giovanni? Fatti questa domanda: la comunità, la famiglia è per me o io sono per la comunità, per la famiglia?
E come chiesa viviamo chiusi nel nostro recinto, o aperti al Regno di Dio?


Il Figlio dell’uomo è venuto per servire e dare la propria vita in riscatto per molti.
La missione ad gentes è il luogo dove la chiesa brilla maggiormente come discepola di quel Gesù che è venuto per servire dando la vita per il più debole Così scrive p. Franco Nascimbene dalla periferia di Tumaco in Colombia: “Ogni tanto trovo per strada gente che mi chiede se non sono ancora riuscito ad ottenere un trasferimento in un posto migliore; perché siamo venuti, io e i miei confratelli, a vivere in un quartiere povero e pericoloso; perché non ce ne andiamo in un posto più agiato. Fanno fatica a credere che l'abbiamo scelto noi di andare a vivere con loro e, un poco, come loro e che é proprio questo che ci fa felici”.
Ci associamo a Benedetto XVI che nel MESSAGGIO per la Giornata Missionaria Mondiale, che si celebra oggi, scrive: “Chiedo perciò a tutti i cattolici di pregare lo Spirito Santo perché accresca nella Chiesa la passione per la missione di diffondere il Regno di Dio e di sostenere i missionari, le missionarie e le comunità cristiane impegnate in prima linea in questa missione, talvolta in ambienti ostili di persecuzione. Invito tutti a dare un segno credibile di comunione tra le Chiese, con un aiuto economico, specialmente nella fase di crisi che sta attraversando l’umanità, per mettere le giovani Chiese locali in condizione di illuminare le genti con il Vangelo della carità”.


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