Farò germogliare un germoglio di Giustizia (I lettura: Ger 33,14-16)
Il Signore renda saldi e irreprensibili i vostri cuori (II lettura: 1Ts 3,12-4-2)
Si avvicina la vostra liberazione. (III lettura: Lc 21,25-28)

Vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria

Il Figlio dell’uomo non è la fine, ma il fine della creazione e della storia. I soli e le stelle che i “potenti” hanno sognato e costruito cadono. Quando Luca scrive era caduto il tempio di Gerusalemme. Cadrà poi l’impero Romano con i suoi tre miti: la pace romana, l’eternità di Roma, il culto al dio imperatore. Crollano oggi i miti della competitività, del profitto e del possesso. Non possiamo essere tristi per i soli che tramontano, ma gioiamo per il Sole che nasce… il regno di Dio con le sue caratteristiche di giustizia e pace, di verità e gratuità, rispetto del creato e uso dei beni come convivialità che non esclude nessuno.

Risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina

Il nostro Dio non è un Dio che si disinteressa della storia umana, ma è il Dio-che-viene, il Dio con noi. È il Padre che desidera incontrarsi, che vuole dimorare con noi per liberarci dal male e dalla morte, da tutto ciò che impedisce la nostra vera felicità. Tra la venuta di Cristo nella nostra carne e il suo ritorno nella gloria, c’è il Suo stare con noi: come buon samaritano si prende cura di noi e sana le nostre ferite, come buon cireneo porta con noi la croce del dolore e dell’umiliazione e come buon pastore illumina i sentieri a volte oscuri della nostra esistenza con un amore che dà la vita. Scorgere questo stare di Dio con noi nei piccoli e grandi eventi della vita è consolazione per il nostro cuore, è forza e coraggio per i nostri passi. È questa l’esperienza che facciamo nella comunità: Contempliamolo per annunciarlo. Scopri remo che è Gesù il germoglio di giustizia, Colui che rende santi e irreprensibili i nostri cuori, la nostra liberazione.

Vegliate in ogni momento pregando

Non sperduti, non ubriachi, non in perenne affanno. Questa non è vita. Ma come credenti che vengono incontro a Dio che ci vieni incontro; come il bambino che guarda le braccia aperte davanti a lui e non i suoi piedini incerti e insicuri. La liberazione ha un volto, un nome, una presenza. Tu sei la liberazione di ogni persona senza esclusione alcuna nel tempo e nello spazio. Grazie per questo nuovo anno liturgico, per la comunità con la quale lo vivremo e annunceremo questo vangelo che “…rompe ogni confine e non ha bisogno di nessun permesso di soggiorno. Vangelo che entra nel cuore delle persone che desiderano accoglierlo nella propria vita. Vangelo di liberazione, fraternità, amore e salvezza”. E non dimentichiamo mai che il Vangelo si comprende e si vive nella misura in cui si annuncia; la fede si rafforza donandola. 

di p. Ottavio Raimondo mccj - oraimondo@emi.it