Cari fratelli,

Auguri a tutti e tutte per il Santo Natale!
Questo è il messaggio di Gesù: avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia,
povero come il più povero dei poveri.
auguri non solo per il Natale, ma per il vostro coraggio. Mentre molta gente ha paura e serra le porte e anche molte delle nostre chiese si lasciano vincere dalla psicosi, la Cattedrale aperta è immagine di fiducia e di speranza nel Redentore che nasce.
In questa notte, in questa Cattedrale, state vivendo l’esperienza di ciò che deve essere il Natale. Al centro del mondo, nonostante i pericoli, le vicissitudini, le psicosi, le paure, c’è la speranza, c’è l’allegria. E non è semplicemente un ostentare coraggio senza senso, ma trova la sua ragione in una realtà che si annida nel cuore della Chiesa e che deve essere il motore potente nella vita di ogni cristiano.
Riflettendo su questo fatto meraviglioso, così come lo presentano le scritture, penso che nel Vangelo ci siano tre insegnamenti fondamentali:

1. L’Angelo dice ai pastori: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore». (Questo pensiero vuol dire: Oggi si inserisce nella storia un elemento di novità, di rinnovamento, di notizia sempre eterna).
2. Dicono gli Angeli ai pastori: «Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». (Qui si incontra l’immagine di un Dio che si coinvolge nella miseria umana e dona senso divino alla sofferenza e al dolore).
3. La moltitudine degli Angeli che loda cantando: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli». (È l’invito con cui Cristo viene a noi: il destino dell’uomo è strettamente legato alla gloria di Dio e per esso la sua vita deve essere ottimista e mai vacillare).

Qui troviamo una spiegazione profonda all’allegria Natalizia che molti vivono, ma che la maggior parte non riesce a comprendere: “nel mondo si è inserita una novità”. Il Natale è sempre una novità, fa sempre notizia.
E attorno a noi piuttosto che ispirare pessimismo, tristezza, psicosi, paura, dovremmo infondere negli altri la fiducia dell’Angelo: Annuncio una grande notizia!
Questo è il messaggio di Gesù: avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia, povero come il più povero dei poveri. È l’immagine di un Dio che si annienta. Ciò che la teologia chiama con termine greco “kenosis”: il Dio che si spoglia di tutta la sua gloria per diventare schiavo, lasciarsi crocifiggere ed essere sepolto come un malfattore.
Questa notte non troveremo Cristo nell’opulenza del mondo, nell’idolatria della ricchezza, fra gli affanni del potere, fra gli intrighi dei “grandi”. Lì non c’è Dio.
Troveremo Dio grazie al segno degli Angeli: adagiato in una mangiatoia, avvolto in panni poveri che una povera “campesina” di Nazareth può offrirgli, uno scialle povero e un poco di paglia come letto di un Dio che si è fatto uomo, del Re dei secoli che si è reso accessibile agli uomini come un bambino povero.