Il Signore esulterà di gioia per te Sof 3,14-18a
Il Signore è vicino! Fil 4.4-7
Che cosa dobbiamo fare? Lc 3,10-18

Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare? - Chi è che rivolge questa domanda a Gesù? Sono le folle. Quelle folle che nessuno prendeva in considerazione se non per riscuotere tasse e tributi o, forse, erano viste come “risorsa” lavoro e, perché no, pericolose. Non sono i capi, né i sacerdoti di Gerusalemme. La stessa domanda la farà a Gesù un “notabile” (Lc 18,18). Tra la risposta di Giovanni e quella di Gesù c’è un abisso: l’abisso che esiste tra l’uomo di buona volontà e il discepolo. Questo non ci meraviglia perché Giovanni non è la strada, la prepara. La strada è Gesù.

Con Gesù si aprono di fronte a noi:

* La strada della solidarietà. Oggi il Messia ci si presenta come povero e straniero. Distacchiamoci dal fare per iniziare a essere vicinanza, benedizione.
* La strada della giustizia. Non approfittiamo delle nostre influenze o potere, non conserviamo il nostro capitale in banche senza creare lavoro, senza dargli un senso sociale.
* La strada della nonviolenza. Non utilizziamo la minaccia o l'insulto. Chi ha forza e potere si ponga al servizio del povero. Non vogliamo una società di muri ma di ponti.
* La strada dell'amore. Non facciamo soffrire nessuno. Facciamo agli altri quello che ci piacerebbe facessero a noi. Facciamo ciò che il Padre sogna per ogni figlio suo.

Io vi battezzo con acqua; ma viene uno che è più forte di me…: costui vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. - Come possiamo non ammirare quel popolo in attesa? Di fronte a chi attende, Dio non rimane indifferente. Per mezzo di Giovanni giunge a noi una risposta consolante: sappiate che già è in mezzo a voi Colui che è “opera dello Spirito Santo” e che vi immergerà (battezzerà) nello stesso Spirito. In Lui Dio si fa Emanuele: Dio con noi. L’ascolto della sua Parola, l’ascolto della Parola creatrice di Dio ci rende capaci, qui e oggi, di essere, come il Figlio, artefici di pace, di giustizia, costruttori del Regno. Non possiamo dubitarne.

Con molte altre esortazioni annunziava al popolo la buona novella - Il discepolo non s’improvvisa e per questo è necessario anche oggi trovare sempre nuovi modi e nuove motivazioni di annuncio. Nuovi stili di vita che diventano annuncio della “buona novella” con fatti e con parole. Scopriamoli nella preghiera e insieme formando piccole comunità. Scopriamoli ascoltando la voce delle giovani chiese, la voce dei poveri. La voce di quella famiglia della periferia di Guadalajara che riceveva ogni 15 giorni un pacco di alimenti dalla nostra comunità. Un giorno scopro che sul tavolo di una famiglia vicina c’era parte del contenuto del pacco. Con semplicità mi rispondono: “da quando la comu nità parrocchiale ci aiuta ci siamo accorti che ci sono altri più poveri di noi e abbiamo deciso di condividere gratuitamente ciò che gratuitamente riceviamo”.

di p. Ottavio Raimondo mccj - oraimondo@emi.it 

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