Maledetto chi confida nell’uomo (I lettura: Ger 17,5-8)
Se Cristo non è risorto vana è la nostra fede (II lettura: 1 Cor 15,12.16-20)
Beati i poveri. Guai a voi, ricchi! (III lettura: Lc 6,17.20-26)

C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente.

Gesù parla a tutti alzando gli occhi verso i suoi discepoli quasi per dire loro che questo è il messaggio che anche loro dovranno vivere e annunciare.. Ma anche per farci capire che lui si è spogliato ed è sceso sotto i suoi discepoli, sotto di noi. Il vero povero è lui!
Gesù non dice: beati i poveri,... Dice: beati voi poveri, voi che piangete, che siete affamati e perseguitati. Non parla di povertà di spirito o di affamati di giustizia ma di poveri e di affamati. E non parla di povertà, di pianto, di fame, di persecuzione ma di volti: voi.
Con Gesù devi poter dire: non amo la povertà ma i poveri…, non amo il pianto ma chi piange…
Anche oggi Gesù parla al mondo guardando noi suoi discepoli forse sbigottiti. Ci parla attraverso un missionario, Lele Ramin, che a 33 anni ha pagato con la vita la solidarietà con i poveri: “Per interessarsi della gente, dei loro problemi, ci vuole un amore grande che possa darti la forza di non stancarti mai. Ed è difficile. Fino ad ora tutto è andato liscio, ma quando ci sarà della gente che ti imbroglierà, che ti userà violenza, allora sarai al banco di prova: non si può amare solo la gente che ci fa comodo…La forza di perseverare, se non hai approfondito i temi e i valori di questo fare, scomparirà. (…) Mah! Credo comunque alla gente, al povero, anche quando so che mi imbroglia. È difficile vedere Cristo in questa gente, eppure c’è!”.
E tu, Gesù ci hai detto che sono beati i poveri, chi piange, chi è affamato. 8Non hai detto che è beato chi ci riconosce o ci risponde con maniere amabili9.

Beati voi poveri perché vostro è il regno di Dio.

Il tempo messianico sognato dai profeti è arrivato: Dio si prende cura del povero, di colui che la sua povertà non l’ha cercata ma è costretto a viverla. Il povero non è più trascurato. Voi poveri, piangenti e affamati siete beati perché ci sono accanto a voi questi miei discepoli. Loro sono il dono di Dio per voi.
Il progetto, il sogno di Dio si è realizzato non perché sono scomparse le situazioni difficili ma perché è nata una comunità che vive il regno di Dio: solidarietà, condivisione, fratellanza.
Se le nostre eucaristie, se la nostra vita cristiana non sono regno di Dio, non sono buona notizia per i poveri, per chi piange ed è affamato, che cosa sono: allora sono tradimento e alienazione.
E se il discepolo di quel Gesù che si trova coinvolto nella persecuzione, non è anche lui perseguitato, avrà diritto di chiamarsi discepolo?

Guai a voi ricchi…

È bello Gesù quando ci dice “beati” ed è bello quando ci dice “guai”: in ambedue i casi offre la vita, indica la strada della vita.
La parola di Gesù non è un puntare il dito contro, non è una minaccia, è un richiamo che nasce da un cuore nel quale l’amore si fa parola di vita. 
Guai a voi che siete sazi, che ridete, che siete applauditi: la vita, il futuro, l’eternità non è questa.
Una leggenda racconta che un giardiniere aveva tre semi di un fiore bellissimo.
Chiese al primo: "Tu dove vuoi essere piantato?" E il seme rispose: "Voglio crescere in cima a una collina, perché tutti mi vedano". Chiese al secondo: "E tu?" "Io voglio crescere nella casa di un ricco signore, perché molta gente importante possa ammirarmi". Chiese al terzo: "E tu?" "Piantami dove c'è qualcuno che soffre, voglio crescere per farlo felice".

Per riflettere in gruppo o individualmente sulla Parola di questa domenica cliccate sul seguente link: http://www.sicsal.it/biblico/6annumC10.htm
  
di p. Ottavio Raimondo mccj - oraimondo@emi.it