Tornato con il nostro vescovo dalla visita in Neuquen mi tornano alla mente tutte le persone che ho incontrato in Argentina e il lavoro dei nostri missionari don Ettore, don Graziano, don Italo, don Valerio e Mariuccia. Non conoscevo bene il loro lavoro, ma la cosa che più mi impressionava era percepire l’amore e la riconoscenza delle comunità a loro affidate.
Ciascuno dei nostri missionari ha una propria sensibilità nel vivere la sua missione, ma sicuramente tutti esprimono un amore grande per questa gente e per l’Argentina. Nella missione di don Italo nella parrocchia nostra Signora di Lourdes in Neuquen sono presenti, oltre a tutte le attività pastorali, un centro di aiuto alla vita, chiamato progetto Belem, un centro di prima accoglienza per famiglie rimaste senza un’abitazione (cosa frequente per chi vive in baracche di legno a causa di incendi), un progetto di sostegno per famiglie di immigrati boliviani (più poveri tra i poveri) con una scuola di rugby argentino per i loro ragazzi, un progetto di aiuto per alcune persone ammalate terminali non accolte dalle strutture sanitarie e una radio cattolica. Particolarmente importante è poi la presenza di Mariuccia che accoglie con amore materno le persone che arrivano alla missione.
La missione di don Graziano (ricordo che lui deve dare molto del suo tempo come vicario generale della diocesi e come difensore del vincolo matrimoniale nei processi di nullità) è Centenario, praticamente una città in forte crescita a circa 10 Km da Neuquen. Quindi con l’aiuto di un vice parroco argentino oltre a tutte le attività pastorali c’è la necessità di avere piccole cappelle nei vari quartieri che stanno sorgendo. In aggiunta alle cinque già costruite, si sente il bisogno di ulteriori due in altre zone. La parrocchia ha una mensa per i poveri e un centro per la distribuzione giornaliera di latte per i bambini poveri.
La missione di don Valerio è Aluminè, a circa 5 ore di macchina da Neuquen.
Qui padre Valerio ha costruito tra le tante strutture una scuola agricola per gli abitanti Mapuche con il contributo dell’8 per mille della Chiesa cattolica e del Rotari di Valenza, un convitto gratuito per questi ragazzi che abitano a 5-6 ore di cammino dalla scuola e anche di più. Il lavoro è molto difficile perché la vita degli indios è molto più dura e piena di insidie. Solo uno come lui poteva resistere più di 40 anni in questa zona così bella e immersa nella natura ma anche così austera e essenziale. Don Ettore vive ora a Villa Langostura in una casa che lui stesso ha chiamato “angolino di pace” dopo avere lavorato per molto tempo nella città di Neuquen, ora la sua attività principale è accogliere amici e persone che vogliono incontrarlo e approfondire tematiche sociali e religiose sempre state care
a don Ettore. Infine una nota va dedicata anche a sr. Severina Padoin della quale abbiamo potuto apprezzare oltre all'accoglienza, soprattutto l'importanza del suo lavoro educativo con i ragazzi della sua scuola salesiana.
Prima del mio arrivo in Argentina non immaginavo le tante attività che li svolgono i nostri missionari e il tanto bene che fino ad oggi hanno fatto.
Sta iniziando la quaresima e come voi sapete tra i progetti di sostegno ci sono appunto questi del Neuquen chi volesse sostenerli può far pervenire il proprio aiuto all’Uff. Missionario.

don Giorgio Bertola

(da "La Vita Casalese" di giovedì 4 febbraio 2010)