Alla bellissima pagina del Vangelo di oggi penso di dare questo titolo: la parabola della riconciliazione cristiana.
Non so se c’è una pagina più bella nel Vangelo. Tutto il Vangelo è bellissimo, però quando uno legge quello che abbiamo ascoltato...gli viene da chiedersi: che vita davvero bella avremmo se veramente, nonostante i nostri peccati, prendessimo in considerazione il progetto di Dio per riconciliarci con lui.
Più che predicare quando si tratta di questa parabola, preferirei che tutti ci sedessimo in silenzio e ricordassimo che queste pagine del figlio sono la nostra stessa storia individuale. Tutti noi possiamo leggere nella parabola del figlio al prodigo la nostra storia, che si riduce sempre al progetto che abbiamo visto nel Vecchio Testamento, un Dio affettuoso che ci tiene con se nella sua casa e da parte nostra una rottura capricciosa e folle per andare a “godere” della vita senza Dio, nel peccato. E la pazienza di Dio, nell’attesa che il figlio ritorni; e quando il figlio, toccato dalla miseria, dall’abbandono degli uomini, si accorge che non c’è amore più grande che quello di Dio, torna indietro, e quel Dio che per il nostro comportamento avremmo dovuto incontrare risentito e di spalle, lo incontriamo girato verso di noi, con le braccia aperte pronto a fare una grande festa per il nostro ritorno.
Abbiamo la necessità di sentire che c’è un Padre che ci ama tutti e sta aspettando tutti. Dobbiamo imparare a pregare il Padre Nostro e dirgli: «Perdonaci, così come noi perdoniamo». Questa è la riconciliazione di cui Cristo ci parla. E Cristo non è una persona qualunque. Cristo è la realtà della riconciliazione con Dio. Dio in Cristo vive alla ricerca di tutti noi.