In preghiera nella Chiesa di San Francesco a Moncalvo, per non dimenticare chi ha donato la propria vita per annunciare il Vangelo. Sabato 27 marzo 2010, alle 21, si è svolta la veglia diocesana di preghiera dedicata ai missionari martiri. La celebrazione si è aperta con l’ingresso processionale di alcuni segni: una tunica bianca, che ricorda le vesti candide dei martiri, che il sangue dell’Agnello ha reso splendenti; un manto rosso, che è il simbolo della nostra umanità assunta da Cristo nell’incarnazione e del sangue versato nel martirio cruento; e la Croce, portata da mons. Alceste Catella che ha presieduto la Veglia, talamo in cui Cristo ha consumato le sue Nozze con l’umanità.

La cerimonia si è svolta attraverso il ricordo dei martiri e alcune testimonianze, come quella di P. Mario Borzaga, sacerdote missionario degli Oblati di Maria Immacolata, ucciso a soli 27 anni in Laos, nel 1960 in un momento in cui il paese era preda di forti turbolenze. Prima di partire egli scrisse: “E’ giunta l’ora di andare verso i figli di Dio che hanno bisogno di luce… non sarà sufficiente dare una medicina; dovrò dare la vita…”. Il pericolo fa presagire la fine: “So che è doloroso morire, ma se dalla morte fisica nasce la Vita, morirò tutti i giorni… Voglio una fede e un amore profondo, non posso altrimenti essere martire. La fede e l’amore sono indispensabili. Non c’è più nulla da fare che credere e amare. Gesù, ama con il mio cuore; parla con la mia lingua; pensa con la mia mente; cammina con i miei piedi; soffre con le mie membra”.

La lettura di un passo del Vangelo di Matteo ha permesso a mons. Alceste Catella di offrire ai presenti una breve ma molto interessante riflessione. «Il martirio è fare in quel momento la volontà di Dio, ma bisogna essere abituati nella quotidianità – spiega nell’omelia mons. Catella –. Martirio è dire addio al proprio individualismo per aprirsi al padre». «Martirio – conclude il vescovo – è testimonianza, martirio è morire per amore».

I nomi delle trentotto nuove vittime della sopraffazione e della violenza contro i cattolici, sono stati portati sull’altare, ognuno collegato ad un fiore che è stato donato alla fine della celebrazione a tutti partecipanti, con l’impegno di pregare quotidianamente per quel missionario martire.

Durante la recita del Padre Nostro la Vicaria di Moncalvo ha consegnato simbolicamente la "Croce dei Giovani", per la preghiera per le vocazioni, alla Vicaria di Casale.

Per il progetto di solidarietà, che anche la nostra Diocesi ha sostenuto con le offerte del digiuno, si sono raccolti grazie alla generosità dei partecipanti 850€ che serviranno alla costruzione di un Centro giovanile gestito dai padri Canossiani nel distretto di Tondo, una delle zone più povere e desolate di Manila.

Maggiori informazioni sulle iniziative del Centro Missionario Diocesano (Quaresima Missionaria, adozioni a distanza,...) sul sito sito missiocasale.blogspot.com dove oltre alla fotogallery della Veglia è possibile riascoltare anche la riflessione di mons. Alceste Catella.

Centro Missionario Diocesano

(da "La Vita Casalese" di giovedì 1 aprile 2010)