CASALE – Si è svolta ieri la seconda edizione della staffetta missionaria, un percorso di solidarietà e sport lungo novanta chilometri da Casale a Crea, attraverso i paesi e i santuari del Monferrato. Un'edizione molto partecipata, di cui pubblichiamo un approfondito resoconto e un'ampia galleria fotografica.

Il via è stato dato alle 8 da don Cesana, parroco di Porta Milano. I primi passi della staffetta missionaria sono di Raffaella Zanarotto. Dopo l’attraversamento di Frassineto Po, alle 8,55 a Ticineto avviene il cambio con Luigi Deangeli, che transita poi per Valmacca e Rivalba. Da qui sale sull’argine di Po.

Al Santuario dell’Immacolata dell’Argine, a Bozzole, con l’animazione dell’ Oratorio del Duomo, alle 9,30 avviene il passaggio delle consegne a Mirko Mossi e al gruppo dell’ Avis casalese. Questa frazione, che attraversa Pomaro, Villabella e Fosseto, si rivela molto dura perché il termometro sale in picchiata. Raggiunta la Parrocchiale di San Salvatore (animano i ragazzi del locale Oratorio di S.Salvatore), in cima al colle, i sei atleti scendono al Santuario della Madonna del Pozzo tenendosi per mano. Sono le 10,35.

Breve pausa-ristoro e ripartono Fabrizio Soldati, Ivan e Gigi Cabrino. Dopo aver transitato per Lu, passaggio del testimone a mezzogiorno, a Conzano, a Damiana Porta e Andrea Zanello. Discesa sulla strada della Valle Rotaldo, quindi deviazione per la Fons Salera fino a giungere a Ottiglio alle 13. L’animazione è garantita dal casalese oratorio dello Spirito Santo. Qui scatta, nel vero senso della parola, Marco Audagnotti, che sale al Santuario della Madonna dei Monti (passaggio più alto) a tempo di record. Ad attenderlo c’è Paolo Secco. I due raggiungono il Santuario della Madonna delle Grazie, a Moncalvo, con un quarto d’ora d’anticipo sulla tabella di marcia.

Dopo una sosta prevista di circa un’ora, coperta dall’animazione dei ragazzi dell’ Oratorio del Valentino, alle 15 tocca ad Elena Patrucco, lanciarsi verso la frazione conclusiva, toccando Moncalvo Stazione, Castelletto Merli capoluogo e Ponzano. La Patrucco aveva già seguito su una bici da corsa la staffetta da Casale a San Salvatore.

A Crea, frattanto, Magic Aladin e il suo gruppo intrattengono la gente con giocoleria, sbandieramenti e rulli di tamburi. Preparano, quindi, un’inattesa scenografia che prevede una catena umana a reggere un arco di palloncini che guideranno gli atleti all’arrivo, dove ad attendere ci sono mons. Mancinelli e Giancarlo Berto, sindaco di Serralunga .
Ad 1 km da Crea alla Patrucco si aggregano alcuni staffettisti che hanno già “dato” (Zanarotto, Deangeli, AVIS, Secco, Audagnotti e Ivan Cabrino). L’arrivo, alle 16, è un tripudio di festa e colori.

Dopo le rituali foto ufficiali, lo “sciogliete le righe” e la conclusione liturgica della giornata.
La sicurezza è stata garantita da una pattuglia in moto della Polstrada di Alessandria e, a Crea, dalla Protezione Civile, presente con una ventina di unità.
Paolo Secco, che nella notte aveva corso una 60 km in Costa Azzurra e dolorante ad un ginocchio, non ha comunque fatto mancare la sua partecipazione correndo alcuni tratti delle due ultime frazioni. Lo stesso dicasi per la giovane Damiana Porta che, fresca d’infortunio e con gli esami in corso, si è fatta trovare puntuale al suo posto.

Una staffetta sempre più “al femminile”. Le frazioni dispari, infatti, hanno visto la presenza sul tragitto di almeno una donna. In questa edizione l’Ufficio Missionario ha adottato il motto di Giovannina Mazzone, “Ogni forma di bene mi attrae”, stampato sul retro delle maglie degli atleti e sullo striscione che gli stessi sorreggevano all’arrivo a Crea.