NEUQUEN. Da oltre 40 anni le terre di Neuquen sono terre di missione dove operano sacerdote e laici «Fidei Donum» della diocesi di Casale. Tra il 1965 e il 1969 arrivarono in Patagonia don Ettore Galbiati, don Italo Varvello, don Valerio Garlando e don Graziano Cavalli che ora ricopre l’incarico di vicario della diocesi di Neuquen retta dal vescovo titolare mons. Marcelo Melani e con il coadiutore mons. Virginio Bressanelli. In 40 anni il capoluogo di provincia è passato da una popolazione di 20 mila abitani ad una di quasi 400 mila persone in una diocesi grande come tutto il Nord Italia (presenti 40 sacerdoti e 20 diaconi) che conta oltre mezzo milioni di persone. E per sacerdoti e laici monferrini sono stati 40 anni di opere incessanti. Sempre con l’aiuto delle generosità della nostra gente e con la presenza nel corso dei decenni di diversi volontari monferrini.

A gennaio il vescovo Alceste Catella accompagnato dal direttore dell’Ufficio Missionario don Giorgio Bertola è stato in visita pastorale in terra neuquina per incontrare, per la prima volta, i religiosi monferrini. E lì il Vescovo e don Bertola hanno potuto toccare con mano strutture e programmi frutto di decenni di incessante lavoro sempre ricolti alla popolazione locale e progetti che devono venire realizzati.

Tutte realtà che necessitano il sostegno anche della diocesi di Casale. E in prospettiva di questo sostegno il nostro Vescovo ha inviato in terra neuquina due volontari della diocesi: il seminarista villanovese Gigi Cabrino, 32 anni, e l’animatore della parrocchia di Moncalvo Angelo Di Guardia, 25 anni. Due mesi a contatto con le realtà e le attività della diocesi argentina. Una sorte di filo conduttore fra la diocesi di Casale e quella di Neuquen iniziato con la “Cena del Povero” nella parrocchia di Moncalvo, proseguita con il volo aereo, l’incontro con le suore salesiane di Buones Aires, fino all’incontro al Rayito di Sol con padre Italo e l’hermanita Mariuccia. Un’esperienza di lavoro e conoscenza per programmare in futuro la presenza di giovani volontari diocesani che da metà settembre seguiranno un corso di formazione per attività missionarie. E da fine luglio si è unito nell’esperienza di missione anche Roberto Saracco, 44 anni, giornalista del nostro settimanale diocesano. Due mesi a stretto contatto con una realtà dove emarginazione, poverà ed emergenza sociale sono all’ordine del giorno. Ed è stato possibile incontrare e scoprire le imoportanti realtà curate dagli altri sacerdoti monferrini che operano nell’immensa diocesi di Neuquen.

Ad Aluminè, sulla precordigliera andina, opera don Valerio Garlando, 79 anni, originario di Lu. Un’attività quarantennale a fianco degli indios mapuche che ha visto don Daniele, e il suo spirito da “pionere”, portare aiuti e innovazione sociale. Dalla creazione di una piccola centrale idroelettrica, ad una serie di strutture e chiese, fino alla creazione di una scuola agraria che garantisce un futuro occupazionale ai giovani della valle, limitando così la rischiosa emigrazione nei grandi centri urbani, dove spesso si corre il rischio di venire risucchiati da una realtà di emarginazione e violenza. Don Valerio definito da un giornale locale “El salvaje curà del campo” (ovvero il selvaggio sacerdore della campagna), a quasi 80 anni, è ancora un fiume in piena, come ha vissuto tutta la sua vita. Una forza della natura a servizio di Dio e della gente mapuche. Una vita solitaria in una delle zone più affascinanti e al tempo stesso disagiate della terra argentina, dove le stelle si toccano con un dito.

A Centenario, ad una trentina di chilometri da Neuquen, opera don Graziano Cavalli, 70 anni, originario di San Salvatore. In una città in continua espansione il vicario della diocesi ha realizzato e continua a dar vita a cappelle e chiese in ogni nuovo barrio (quartiere), per dare sostegno spirituale, e anche sociale, a migliaia di anime. Come tutti i sacerdoti monferini partendo dal nulla ha dato vita ad una realtà importante.

Da anni sostenuto anche dalla generosità di numerose famiglie monferrine ha creato un “comedor mattutino” dove diversi volontari offrono latte e aiuti alimentari a mamme, anziani e famiglie in difficoltá. “Un via vai continuo e sovente quando fa molto freddo effettuiamo consegne a domicilio” dicono i volontari sempre con il sorriso sulle labbra, un “particolare” che è una costante in terra neuquina. Le numerose chiese dove oltre alle funzioni religiose è presente l’ufficio della Caritas e vengono svolte attività di catechismo e altre iniziative sia per i bambini che per gli adulti. Fiore all’occhiello delle numerose attivitá seguite da don Graziano è il grande “comedor” (mensa), dove ogni giorno studenti, mamme e famiglie sanno di poter trovare un pasto caldo, spesso l’unico della giornata, un primo, secondo e frutta, con indicazioni di alimentarisi per garantire un’alimentazione sana ed equilibrata. A fianco di don Graziano operano le suore Elisabettine e le carmelitane. Le prime (fra cui due italiane provenienti dal Veneto) si occupano dell’attivitá di catechesi e del sostegno delle mamme in difficoltà, mentre le seconde con la loro preghiera e la realizzazione di dolci tipici, sono un sostegno fermo della parrocchia. E per poter seguire una realtà con quartieri che crescono a macchia d’olio, quasi sempre con realtà di povertà estrema, è anche presente il vice parroco don Jerman, direttore della Caritas di Neuquen. Infine a 500 chilometri dal capoluogo, a Villa Angostura, una delle località più rinomate della terrà argentina per via delle sue montagne e delle zone dei laghi, si è ritirtato da anni l’ultimo dei missionari monferrini, padre Ettore Galbiati, 84 anni.

servizio a cura di Gigi Cabrino, Angelo La Guardia e Roberto Saracco
da "La Vita Casalese" di giovedì 26 agosto 2010