CASALE - Una missione che inizia, con il ritorno a casa. E’ quella che attende Gigi Cabrino, Angelo Di Guardia e Roberto Saracco, i tre volontari casalesi, i primi due inviati dal Gruppo Missionario Diocesano, e il terzo giornalista del settimanale diocesano La Vita Casalese, che si sono recati durante il periodo estivo nella diocesi di Neuquen dove da oltre 40 anni operano quattro sacerdoti diocesani monferrini: padre Italo Varvello, padre Graziano Cavalli, padre Valerio Garlando e padre Ettore Galbiati. Per Gigi e Angelo quasi due mesi e poco meno di un mese per Roberto, a contatto con una realtà dove povertà, emarginazione, voglia di vita, grande fede e speranza, convivono e si scambiano continuamente. La diocesi di Neuqeun grande come tutto il Nord Italia vede la presenza di oltre 500 mila persone e solo 40 sacerdoti, affiancati da 20 diaconi. Grande il lavoro dei volontari (Marta e Mirta solo per citarne alcuni), ma non si può dimenticare gli abbracci di Miguel, la disponibilità di Aldo, la voce di Adriana, la spiritualità di Juan Carlos, i volti e i sorrisi dei ragazzi, dei parrocchiani, di Lucio, Carlitos, Argentina e la sapiente cucina di Carmen e Juanita. Una realtà impregnata di grande umanità, dove si tocca con mano la Divina Provvidenza, e per tutto il giorno messaggi di amore cristiano vengono trasmessi sulle onde proprio di Radio Divina Provvidenza, uno dei fiori all’occhiello della parrocchia di padre Italo, e lo sa bene il don di Grana che ogni mattina all’alba è già operativo per curare la prima trasmissione in onda alle 7. 
E poi il cuore e la capacità organizzativa dell’hermanita Mariuccia, che per scherzo i tre volontari chiamavano la “Brambilla del Neuquen”. Una umanità che ogni giorno sa che al Rayito de Sol c’è sempre qualcuno pronto ad aprire una porta, ad allungare una mano, a preparare un pasto caldo, ad allestire un posto per la notte, a scambiare due parole che possano dare fiducia, un sorriso, una preghiera, un aiuto per superare l’emergenza. Una realtà che in mezzo a tanta povertà materiale e spirituale è un autentico raggio di sole. Fonte di vita e di fede. E per i tre volontari il compito e proprio quello di saper trasmettere alla diocesi di Casale questo messaggio. Bisogna sapersi aprire. Sapersi donare. Il vescovo Marcelo Melani nel suo saluto ai tre volontari precisava: “Una diocesi che non sa aprirsi all’esterno è una diocesi che è destinata a morire, c’è sempre più gioia nel donare che non nel ricevere”.

da "La Vita Casalese" di giovedì 2 settembre 2010