NEUQUEN. Quanta povertà, ma quanta voglia di vita. La diocesi di Neuquen, terra desertica dove una trentina di anni fa è stato scoperto un grande giacimento petrolifero, che però non ha canmbiato il destino della gente del posto, è una terra di “frontiera”. Modernitá ed emargionazione convivono nel raggio di poco meno di due chilometri. Una città di quasi 400 mila abitanti che si estende a macchia d’olio e che passa da un centro che non ha nulla da invidiare alle capitali europee, fino a realtà che sono identiche a quelle delle favelas brasiliane. Una terra giovane dove famiglie, spesso, troppo spesso composte solo da mamme con 5-6 figli, a volte anche una decina di bambini. Mamme e bambini, abbandonati dai padri a vivere situazioni di emarginazione e povertà.

Baracche in legno, poco più di tre metri per tre, che spesso prendono fuoco (oltre 80 morti da inizio anno), senza acqua, servizi igienici, e dove sovente c’è la possibilità di un solo pasto, e manca anche il riscaldamento in una terra dove l’inverno è rigido ed è sferzata da un vento desertico che può raggiungere anche i 140 orari. Realtà di grande disagio sociale, dove a prevalere sono soprusi, violenza, prostituzione e droga, dove donne e bambini sono in vendita per un pezzo di pane.

Come un raggio di luce, e in Patagonia la luce è un qualcosa di speciale, opera da 40 anni senza soste il «Rayito de sol». Guide di una parrocchia che è una sorta di un paese sono don Italo Varvello, 81 anni, originario di Grana, e Mariuccia Deambrogio, 73 anni, di Ozzano, da tutti conosciuta come l’Hermanita.

A fine degli anni ’60 hanno raggiunto le terre di Patagonia in bastimento e hanno “speso” la loro vita a favore degli ultimi. Sospinti da uno spirito missionario e dalla forza d’animo tipica della gente monferrina in 40 anni hanno creato un’isola di speranza. Da una tenda poco alla volta è sorta una realtà che viene riconosciuta e stimata dalla cittadinanza locale e non a caso nel 2008 Mariuccia Deamborgio è stata eletta “Donna dell’anno”. E non a caso la parrocchia Nostra Signora di Lourdes oltre ad essere un punti di riferimento per tutto il quartiere è anche solida “pietra” per altre realtà in città e altri centri. A fianco della Grotta di Lourdes sorge una grande chiesa circolare dove ogni giorno si esprime il cristianesimo con fede viva. Quanto abbiamo da imparare noi del vecchio continente. E al “Hogar de don Carlo Gnocchi” la casa parrocchiale, la porta è sempre aperta. Non passa giorno che chi bussa è alla ricerca di ospitalitá, un letto, un pasto caldo, o aiuti economici. Il telefono squilla in continuazione e l’hermanita Mariuccia ha tempo, parole e conforto per tutti. Quarant’anni di esperienza le hanno insegnato che la Divina Provvidenza è grande. Quando manca il latte in polvere o le scapre per i bambini di strada, ecco che alla porta si presenta un benefattore con una cassa di latte o un commerciante che reagala decine di “zapatas” (scarpe). “La Provvidenza di Dio è grande” dice sorridendo Mariuccia. E noi aggiungiamo: grande qui è la fede.

servizio a cura di Gigi Cabrino, Angelo La Guardia e Roberto Saracco
da "La Vita Casalese" di giovedì 26 agosto 2010