È dal 1993 che si celebra la Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri in occasione dell’anniversario della morte di mons. Oscar Romero, Arcivescovo di San Salvador avvenuta il 24 marzo 1980.

Da alcuni anni anche la nostra Diocesi si propone di partecipare a questa giornata attraverso un momento di riflessione e preghiera che a differenza della veglia missionaria di ottobre, avente luogo sempre nella città di Casale, viene celebrata in una parrocchia esterna. Quest’anno infatti mons. Alceste Catella presiederà la Veglia preparata dal Centro Missionario diocesano nella Parrocchia dei Santi Martino e Siro a S. Salvatore sabato 26 marzo alle ore 21. A guidarci nella meditazione saranno le parole di alcuni testimoni che hanno pagato con il martirio il loro essere cristiani: Annalena Tonelli, mons. Luigi Padovese e padre Daniele Badiali. Vedremo poi scorrere le immagini dei martiri del 2010. Ogni anno questo momento dovrebbe portarci a riflettere come non per tutti sia facile essere cristiani, soprattutto per chi vive in quei paesi dove essere portatori del messaggio di Cristo vuol dire essere una minoranza scomoda, la testimonianza del Vangelo crea ancora scandalo, fastidio, e in questo modo forse riscoprire anche il nostro essere cristiani, mettere un po’ più a nudo la nostra tiepidezza.

Anche il digiuno, segno distintivo già della quaresima, non vuole essere un gesto esteriore fine a se stesso, ma un’azione concreta. Le Pontificie Opere Missionarie (P.O.M.) indicano infatti il progetto che si intende sostenere con le offerte, frutto del digiuno, raccolte in questa giornata. Quest’anno il progetto di solidarietà che si intende realizzare riguarda l’Uruguay, dove il gruppo “Andiamo in Uruguay giovani” (AUG) ha aperto quattro missioni, che ispirandosi al modello educativo di San Giovanni Bosco, aiutano i bambini e i ragazzi a crescere come buoni cristiani e onesti cittadini.

I due progetti urgenti per la missione di Melo compredono l’ampliamento dell’internato, per accogliere i tanti ragazzi di famiglie povere che desiderano proseguire gli studi, e l’apertura di un centro diurno per offrire ai ragazzi un luogo di formazione e di crescita, oltre che dove apprendere un lavoro.

Forse ad alcuni viene la domanda spontanea: perché partecipare a questa giornata? La risposta forse la può dare don Gianni Cesena, direttore nazionale delle P.O.M., che nel messaggio di presentazione del tema di quest’anno,“Restare nella speranza”, scrive: “il martire è per definizione colui che vede interrotta in maniera brusca una parabola di vita, spesso un’esistenza densa di sapienza, di amore, di dono di sé. Il martire in ogni caso porta con sé uno scandalo, come una prova fatale che Dio propone a lui, ai suoi amici, alla comunità che assiste attonita alla sua eliminazione. Se è un missionario pare che la missione stessa si blocchi.

Il martire tuttavia non resiste solo nella memoria commossa di chi lo ha conosciuto o nel ricordo dei suoi gesti e insegnamenti: il martire resiste in Cristo. In tal modo diventa segno e fonte di speranza: non ci istruisce tanto la sua morte, ma la vita che prima ha vissuto in nome e per conto del Vangelo e ora la vita che sperimenta nel suo compimento, cioè nella relazione salda e definitiva con Gesù, il Crocifisso Risorto.

Centro Missionario Diocesano

da "La Vita Casalese" di giovedì 24 marzo 2011