Anche quest’anno, come di consueto si è svolto a Roma il Convegno Nazionale MissioRagazzi, con lo slogan “Anche tu come Gesù”, a cui hanno preso parte il delegato POIM della nostra Diocesi, Angelo Dallefrate, e Matteo Russillo di Moncalvo. Nei giorni tra il 24 e il 26 di Febbraio gli argomenti trattati sono stati molti, ma tutti avevano lo stesso sfondo in comune, la Missione. Il Venerdì, dopo arrivi e sistemazioni, svoltesi attorno alle 15.00, sono partite le presentazioni del meeting da parte dello stesso direttore nazionale della MissioRagazzi, don Gianni Cesena. 
Dopo le introduzioni, i circa 60 partecipanti arrivati dalle varie diocesi italiane, hanno assistito alla relazione di fratel G.Kipoy Pombo (docente di Antropologia filosofica e Religioni tradizionali africane), il quale ha parlato di come un ragazzo possa vivere la sequela fino alla missione. Nel suo discorso, Kipoy dice di cambiare strategia verso i giovani, affinché essi possano avvicinarsi alla missione con la stessa tranquillità con cui giocano a pallone. Per far sì che questo si tramuti in realtà, bisogna innanzitutto fare comunità, in modo tale che il ragazzo veda come Ufficio Missionario una grande comunità, nella quale senta la sua presenza importante e sentita. Sostiene inoltre che per essere missionari bisogna, come prima cosa, “essere la missione” così da avere una maggiore mentalità missionaria, con la conseguenza che l’animatore missionario sia visto dai giovani non come un “protagonista” ma come colui che può vincere, mettendosi continuamente in gioco. 
Giunti al termine di questa relazione, a prender la parola è stato don Francesco Cavazzuti (sacerdote della diocesi di Carpi ex fidei donum in Brasile), il quale, nella sua riflessione biblica, si è collegato allo slogan del convegno per far capire come tutti possano essere utili all’interno della propria comunità seguendo ed imitando, nelle proprie possibilità, Gesù. 
La mattina dopo, svoltasi la Messa, è iniziata la Tavola Rotonda “Ragazzi testimoni…verso dove?”, presieduta da rappresentanti di diverse associazioni cattoliche. La responsabile nazionale ACR Teresa Bellotti ha espresso che molto importante è capire cosa i giovani vogliano e quanto si aspettino da noi, affinché si possano aiutare i ragazzi nei loro ostacoli di vita. L’ex assistente nazionale AGESCI don Luca Meacci ha presentato un modello educativo dove si cerca di instaurare coi giovani un sincero rapporto di ascolto e dialoghi, in maniera tale che essi possano vedere l’adulto come una figura amica. Dice inoltre che i giovani devono sempre essere stimolati a partecipare alle attività offerte, così che possano acquisire capacità e competenze fino allora nascoste. Nel discorso ha poi proseguito il direttore nazionale Oratori Italiani don Marco Mori, il quale ha parlato dell’oratorio come la possibilità di riscrivere la fede nei ragazzi facendogli capire e vivere le cose più semplici e belle della vita. Don Marco parla di quanto sia bello condividere le esperienze vissute in oratorio durante una giornata di Estate Ragazzi o Grest, e di come sia importante cercare di amalgamare le diversità religiose all’interno di una comunità. Conclude affermando che per poterci “azzeccare” coi giovani bisognerebbe avviare un progetto educativo con gli elementi più “forti” dei propri centri educativi giovanili. A concludere la mattinata è stata la Segretaria Generale della POIM Baptistine Ralamboarison parlando dei 170 anni di storia della Pontificia Opera dell’infanzia Missionaria, che verranno celebrati il prossimo anno. 
Nel pomeriggio sono stati svolti lavori di gruppo, dove si cercava di proporre idee per migliorare campi come la solidarietà, le iniziative nazionali e le realtà territoriali presenti ora in Italia, si cercava anche di capire in che modo si possa utilizzare il mondo informatico (Internet) come strumento d’animazione. Il convegno è terminato domenica mattina con i saluti da parte di don Gianni e con gli ultimi spunti di riflessione riguardo alla maniera di pensare alla missione e di come sia importante educare i giovani alla buona vita del Vangelo, il direttore conclude formulando la frase di Giovanni Paolo II: “L’indice della fede in Cristo è la missione”. 

Centro Missionario Diocesano Casalese 
Pontificie Opere per l’Infanzia Missionaria